1. Blog
  2. Carriera
  3. Salario medio in Italia

Salario medio in Italia

14 min. di lettura
Salario medio in Italia
Quanto guadagna l’italiano medio? Il tuo stipendio è in linea con la media italiana? Quali fattori influiscono sul salario? In questo blog analizzeremo diversi aspetti relativi al salario medio in Italia, fornendoti tutti i dati necessari per capire se guadagni abbastanza o, se così non fosse, decidere la tua prossima mossa.

Se è vero che il mercato del lavoro sta cambiando profondamente – sulla spinta di fattori esterni quali una pandemia globale (e conseguente ripresa post-pandemica) e la rottura di delicati equilibri a livello internazionale (e conseguente inflazione) che hanno costretto aziende e persone a ripensare il proprio approccio al lavoro – una cosa rimane invariata: l’esistenza del lavoratore dipendente stipendiato, oggetto di questo blog. Di seguito, troverai dati e statistiche mirate a definire le dinamiche salariali in Italia e aiutarti a capire dove ti collochi. In altre parole, pronto a scoprire se guadagni abbastanza?

Il salario medio nazionale 

Secondo i dati raccolti dall’INPS nell’Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti, che rappresenta oltre il 95% del totale degli occupati regolari in Italia, il reddito medio annuo da lavoro nel 2022 ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente (+4%) – seppur in misura inferiore rispetto all’inflazione media (+8,1%) – raggiungendo poco più di 24.000 euro.

Concentrandoci unicamente sulla figura del lavoratore dipendente stipendiato, sempre nel 2022, la retribuzione media annuale era pari a 22.839 euro nel settore privato e 34.153 euro nel settore pubblico.

Gli stipendi più alti

Settore privato – dipendenti con uno stipendio superiore alla media annuale di 22.839 €

Qualifica Retribuzione media annua
Impiegati 25.811 €
Quadri 67.629 €
Dirigenti 154.314 €
Attività  Retribuzione media annua
Attività immobiliari 23.846 €
Trasporto e magazzinaggio 25.304 €
Attività professionali, scientifiche e tecniche 26.143 €
Fornitura di acqua, Gestione rifiuti 29.214 €
Attività manifatturiere 30.051 €
Servizi di informazione e comunicazione 32.130 €
Fornitura di energia elettrica e gas 48.264 €
Estrazione di minerali da cave e miniere 49.044 €
Attività finanziarie e assicurative 51.789 €

Settore pubblico – dipendenti con uno stipendio superiore alla media annuale di 34.153 €

Gruppo contrattuale Retribuzione media annua
Servizio sanitario 40.996 €
Amministrazioni centrali, Magistratura, Autorità indipendenti 44.541€
Forze armate, Corpi di Polizia, Vigili del Fuoco 46.791 €
Università, Enti di ricerca 49.533 €

Gli stipendi più bassi

Settore privato – dipendenti con uno stipendio inferiore alla media annuale di 22.839 €

Qualifica Retribuzione media annua
Apprendisti 13.216 €
Operai 17.114 €
Attività Retribuzione media annua
Lavoratore domestico 7.820 €
Operaio agricolo 9.303 €
Servizi di alloggio e ristorazione 10.295 €
Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento 14.666 €
Noleggio, Agenzie di viaggio, Servizi di supporto alle imprese  15.086 €
Istruzione (inclusi i supplenti della scuola pubblica) 15.487 €
Sanità e assistenza sociale 17.723 €
Costruzioni 20.403 €
Commercio all’ingrosso e al dettaglio, Riparazione di autoveicoli e motocicli 22.043 €

Settore pubblico – dipendenti con uno stipendio inferiore alla media annuale di 34.153 €

Gruppo contrattuale Retribuzione media annua
Scuola 24.617 €
Amministrazioni locali (Regioni, Provincie, Comuni) 29.746 €

Italia ed Europa: stipendi a confronto

Nel Rapporto Annuale 2023 – La situazione del Paese, pubblicato a luglio 2023, l’Istat indica che, tra il 2013 e il 2022, la crescita totale delle retribuzioni lorde annue per dipendente in Italia è stata del 12%, in linea con la Spagna (+11,8%) ma pari alla metà della media europea (Francia +18,3% e Germania +27,1%). Sempre secondo i dati Istat, in termini di Standard di Potere di Acquisto (SPA), la retribuzione media annua lorda per dipendente in Italia risultava pari a quasi 27 mila euro nel 2021, inferiore di circa 3,7 mila euro a quella dell’UE (-12%) e di oltre 8 mila euro a quella della Germania (-23%), ma superiore a quella della Spagna,

Nel corso del 2021, secondo i dati Eurostat pubblicati a dicembre 2022, lo stipendio medio annuo per i dipendenti a tempo pieno nell’UE era pari a 33.500 euro, e l’Italia è poco al di sotto della media europea con 30.000 euro. Lo stipendio annuo medio a tempo pieno più elevato tra gli stati membri dell’UE è stato riscontrato in Lussemburgo (72.200 euro), seguito da Danimarca (63.300 euro) e Irlanda (50.300 euro). Al contrario, i valori più bassi si sono registrati in Bulgaria (10.300 euro), Ungheria (12.600 euro) e Romania (13.000 euro). 

Nel corso del 2022, le stime indicano che le retribuzioni orarie medie erano di 22,9 euro nell’UE e 25,5 euro nell'eurozona, un aumento del 4,4% e del 4% rispetto al 2021 in tutti gli Stati membri. Tuttavia, in Italia, Malta e Finlandia, l'aumento è stato più moderato (+2,3% ciascuna), mentre in Lituania (+13,4%), Estonia (+8,8%) e Croazia (+8,7%) si è verificato un aumento più significativo.

Il confronto con l’Europa porta inoltre a riflettere sulla questione del salario minimo, non previsto nel regolamento italiano ma in vigore in ben 22 sui 27 Paesi dell’UE. Sulla base dei salari minimi mensili lordi al 1° gennaio 2024, l’Eurostat ha suddiviso gli stati membri dell’UE in tre gruppi:

  1. Salario minimo nazionale superiore ai 1.500 euro al mese: Lussemburgo (in testa con 2.571 euro), Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Francia (in coda con 1.767 euro).
  2. Salario minimo nazionale tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese: Spagna (1.254 euro) e Slovenia (1.323 euro).
  3. Salario minimo nazionale uguale o inferiore a 1.000 euro al mese: Cipro (in testa con 1.000 euro), Polonia, Portogallo, Malta, Lituania, Grecia, Croazia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Ungheria, Romania e Bulgaria (in coda con 477 euro).

Nei restanti 5 stati membri dell’UE – Italia, Danimarca, Austria, Finlandia, Svezia – la protezione del salario minimo spetta ai contratti collettivi (CCNL). Questi contratti, sebbene in Italia coprano il 95% dei lavoratori (contro l’80% del limite minimo europeo), spesso prevedono livelli salariali molto bassi e non riescono a tutelare i settori più fragili del mondo del lavoro, nei quali le organizzazioni sindacali sono più deboli.

Fattori che influiscono sullo stipendio medio in Italia

Comprendere cosa influenza la retribuzione media è cruciale per individuare tendenze, comprendere le disparità salariali e identificare possibili aree di miglioramento. I seguenti fattori contribuiscono a plasmare la realtà salariale nel contesto italiano.

Età anagrafica

Man mano che si acquisisce esperienza e si avanza di carriera, si guadagna di più. Di conseguenza, da un punto di vista statistico, gli stipendi tendono ad aumentare al crescere dell’età.

Secondo i dati raccolti e analizzati dall’INPS, relativi al 2022, la retribuzione media annua nel settore privato aumenta continuamente al crescere dell’età fino alla fascia d’età 55-59, per poi diminuire gradualmente. Nel settore pubblico, invece, la retribuzione media annua aumenta con l’avanzare dell’età fino a stabilizzarsi dai 55 anni in poi.

Livello di istruzione

Maggiore è il livello di istruzione, più alta sarà la retribuzione. Secondo i dati Istat relativi al 2022, nella classe di età compresa tra i 25 e i 64 anni, il tasso di occupazione dei laureati è di 30 punti percentuali superiore rispetto a quello di chi possiede la licenza media (83,4% contro 53,5%) e di 11 punti percentuali superiore rispetto a quello di chi si è diplomato (74,4%). Livelli di istruzione più elevati si traducono anche in un vantaggio in termini di reddito: i laureati (istruzione superiore o terziaria) percepiscono in media un reddito netto pari a circa 2,5 volte quello dei lavoratori con al più la licenza media, mentre i diplomati (istruzione secondaria di secondo grado) guadagnano il 53% in più rispetto a chi possiede la licenza media.

Genere: il gender pay gap continua

Il divario di genere nel mercato del lavoro italiano continua. Nel 2022, il tasso di occupazione femminile era inferiore di 18,1 punti percentuali rispetto a quello maschile. Per le donne italiane, il basso tasso di occupazione, unitamente alla minore quantità di ore lavorate (maggiore frequenza di contratti temporanei e part-time) e a retribuzioni orarie più basse, si traduce in redditi annui mediamente inferiori rispetto a quelli degli uomini. 

Secondo i dati raccolti e analizzati dall’INPS, relativi al 2022, la differenza di salario tra lavoratori e lavoratrici nel settore privato ha raggiunto uno scarto di circa 8 mila euro (7.922 euro per la precisione). In media, la retribuzione annua complessiva per i lavoratori ha raggiunto i 26.227 euro, mentre la retribuzione media per le lavoratrici si è fermata a 18.305 euro. La retribuzione media annua risulta differenziata anche nel settore pubblico, dove lo scarto raggiunge quasi i 10 mila euro (9.895 euro): 40.157 euro per gli uomini contro 30.262 euro per la donne.

Area geografica

Lavorare al Nord o al Sud fa davvero la differenza? Dipende dal settore in cui si lavora.

Stando ai dati raccolti dall’INPS nel 2022, tra il Nord e il Sud del Paese, si registra una differenza nella retribuzione annuale media dei lavoratori dipendenti nel settore privato. I due valori più elevati si trovano al Nord: 26.933 euro nel Nord-ovest e 23.974 nel Nord-est, contro i 22.115 euro del Centro, i 16.959 euro del Sud e i 16.641 euro delle Isole. Nel settore pubblico, si assiste a una tendenza inversa: le retribuzioni medie annuali presentano i valori più bassi al Nord: 33.025 euro nel Nord-ovest e 33.000 euro nel Nord-est, contro i 35.804 euro del Centro (valore più alto), i 34.601 euro del Sud e i 34.104 euro delle Isole.

Il Geography Index pubblicato dall’Osservatorio JobPricing 2023, che analizza le differenze retributive tra le varie regioni e provincie italiane, mette in cima alla classifica la Lombardia – seguita da Lazio, Liguria e Trentino-Alto Adige – e in coda Molise, Puglia, Calabria e Basilicata. La classifica provinciale, invece, vede primeggiare Milano come città in cui si guadagna di più, seguita da Trieste, Bolzano, Roma, Genova e Parma; le ultime provincie in classifica: Nuoro, Rieti, Sassari, Matera, Crotone e Ragusa.

Avendo esaminato in modo esaustivo le dinamiche salariali in Italia, mettendole a confronto con la situazione europea e soffermandoci su fattori incisivi quali età, livello di istruzione, genere e area geografica, è il momento della fatidica domanda: sei soddisfatto del tuo stipendio? Armato di queste nuove informazioni, affronta il prossimo step nella tua carriera, sia esso una negoziazione salariale o una scelta audace in una direzione differente. 

Per rimanere aggiornato sugli andamenti del mercato, iscriviti alla newsletter di cvapp.it!

Vuoi un curriculum che non passi inosservato?
Vuoi un curriculum che non passi inosservato?
Affidati ai nostri modelli gratuiti, compilabili online, e crea un curriculum d'impatto in pochi minuti. Potrai scegliere tra svariati modelli creativi, moderni, professionali e semplici.
Sfoglia i modelli
Vuoi un curriculum che non passi inosservato?
Vuoi un curriculum che non passi inosservato?
Affidati ai nostri modelli gratuiti, compilabili online, e crea un curriculum d'impatto in pochi minuti. Potrai scegliere tra svariati modelli creativi, moderni, professionali e semplici.
Sfoglia i modelli
Condividi questo articolo
Continua a leggere
Colloquio di lavoro10 min. di lettura
Colloquio di lavoro su Zoom
Colloquio di lavoro su Zoom
Curriculum17 min. di lettura
Come scrivere il tuo CV in inglese
Come scrivere il tuo CV in inglese
Curriculum9 min. di lettura
I tuoi obiettivi nel curriculum
I tuoi obiettivi nel curriculum
Curriculum12 min. di lettura
Modelli di curriculum Google Documenti
Modelli di curriculum Google Documenti
Visualizza tutti
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente ed eseguire attività di analisi e marketing. Utilizzando il nostro sito web, acconsenti all' utilizzo di tutti i cookie in conformità con la nostra Informativa sui cookie e Informativa sulla privacy.
Accetta cookie